isola del tronchetto

Centro d'Arte e delle Tecniche di comunicazione - Tronchetto (Ve) ****Laboratorio di progettazione architettonica 1 - a.a.1997/98 - Prof. F.Purini

Il progetto nasce dall'idea della laguna: un insieme di corpi immersi in un fluido. Prende così forma un edificio relativamente basso, uniforme in tutte le sue direzioni ordinato da una maglia modulare di mt 7.20x7.20, completamente libero, nel quale si "immergono" gli altri edifici. Esso funziona come un legante tra le funzioni del centro multimediale, come se tutto si svolgesse in uno spazio sotterraneo, rubato alla laguna. La luce che vi entra è' perciò quella riflessa dall'acqua e filtrata dai frangisole. I corpi che contengono i teatri, gli spazi multimediali e il museo di Venezia sfuggono dalla regola del manufatto in cui si insinuano. Essi introducono elementi di variazione, rompono la maglia, creano vasti spazi liberi, essi si incurvano, si spezzano, moltiplicano all'infinito la loro cellula generatrice, fanno si che l'edificio da cui sono partita diventi un mare in continuo movimento. All'interno del progetto si affrontano principalmente tre temi: * gli spazi delle rappresentazioni * gli spazi espositivi * gli spazi dove si esplora la Rete Svolgendo il primo tema ho riflettuto sulla molteplicità delle forme che possono avere tali spazi in funzione anche del tipo di spettacolo che vi si svolge. Tutti sono comunque edifici flessibili, nel senso che il cinerama per 200 persone è allo stesso tempo anche teatro, la sala per 800 persone è contemporaneamente teatro e cinema, fino ad arrivare all'estremizzazione di tale flessibilità nella sala da 2000 persone. Quest'ultima completamente vuota è studiata per ospitare un cinema, uno studio televisivo o un teatro, prevedendo per ogni uso tutti i servizi necessari. L'altro tema su cui mi sono soffermata di più è quello degli spazi per Internet. Si tratta di una gabbia, una specie di scultura di Le Vitt, completamente smontabile sulla quale si appendono dei solai e delle pareti, anch'essi mobili. Funziona dunque come un meccano dove, a seconda delle necessita' si possono aggiungere superfici utili scale, "recinti".

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